la costituente
Siamo di fronte a una creazione ricca, di rara complessità intellettuale pur nella leggerezza dei segni: una bellissima sfida lanciata allo spettatore. Erano anni che personalmente non trovavo una ricchezza così grande, articolata. Aquilee non assomiglia a nulla di già visto: è un’opera che certamente richiede un atto di fiducia e una capacità di connessione culturale per orientarsi nella sua “magmatica” ampiezza di prospettive storiche e mitologiche, ma è anche una creazione che a nostro avviso sa arrivare in modo diretto, e la standing ovation a fine spettacolo qui a Sarzana lo dimostra.
Europa non è destinazione ma invocazione. Il corpo si spoglia di ogni gesto superfluo, raggiungendo una nuda vulnerabilità che apre alla possibilità. L’Europa che Aquilee suggerisce non ha confini ma margini, non ha un centro ma un’eco molteplice, non una voce sola ma un ascolto plurale.
Si me quieres escribir
ya sabes mi paradero:
Tercera Brigada Mixta,
primera línea de fuego.
Aunque me tiren el puente
y también la pasarela,
me verás cruzar el Ebro
en un barquito de vela.
Diez mil veces que lo tiren,
diez mil veces que lo haremos.
Aquí estamos las mujeres,
aquí estamos, compañeros.
In Xanadu did Kubla Khan
A stately pleasure-dome decree:
Where Alph, the sacred river, ran
Through caverns measureless to man
Down to a sunless sea.
So twice five miles of fertile ground
With walls and towers were girdled round;
And there were gardens bright with sinuous rills,
Where blossomed many an incense-bearing tree;
And here were forests ancient as the hills,
Enfolding sunny spots of greenery.
في المساءِ الأخير ِ على هذهِ الأرْض نَقطَعُ أَيّامَنا
عَنْ شُجيّراتِنا ، ونَعُدُّ الضُلوعَ الَّتي سَوفَ نَحمِلُها مَعَنا
والضُلوعَ الَّتي سَوْفَ نَتْرُكُها هَهُنا ... في المَساءِ الأخيرْ
لا نُودِّعُ شَيئا ، ولا نَجِدُ الوَقتَ كَيْ نَنْتهي
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